LA VIGNA DI LEONARDO A MILANO

Guest Post di Gianluca Vecchi.

 

Quante volte, passeggiando per il quartiere di una moderna città, abbiamo detto o ci siamo sentiti dire: “Qui una volta era tutta campagna”? Questo diffuso, nostalgico luogo comune è in effetti applicabile a moltissime località urbane in Italia o all’estero, e anche Milano non fa eccezione. Solo che nel caso della metropoli lombarda, se passate per Corso Magenta alla nostalgia vanno anche aggiunte la sorpresa, la curiosità e il valore storico. Stiamo parlando di una delle cose forse più singolari che potreste mai vedere a Milano, ovvero la Vigna di Leonardo da Vinci, che appartenne veramente al famoso artista-scienziato e che può essere visitata ancora oggi.

Le origini della Vigna di Leonardo

Il vigneto di Leonardo non è certo un segreto: si trova nella Casa degli Atellani, al numero 65 di Corso Magenta, ed è una meta turistica molto frequentata: però, come accade spesso per le attrazioni molto belle ma anche molto particolari, non tutti sanno della sua esistenza. Comunque la prima domanda che verrebbe in mente a chiunque è la seguente: come mai il toscano Leonardo possedeva una vigna proprio a Milano?

Da Vinci arrivò a Milano nel 1482, inviato alla corte di Ludovico Sforza (detto il Moro) da Lorenzo il Magnifico, signore di Firenze. Intenzionato a rimanere, dopo qualche tempo iniziò a ricevere varie commissioni artistiche, e nel 1495 Ludovico gli affidò il compito di dipingere nel refettorio di Santa Maria delle Grazie la celeberrima opera conosciuta oggi come Ultima Cena o Cenacolo Vinciano. Quale premio per il suo lavoro, nel 1498 il duca milanese regalò a Leonardo una vigna di circa un ettaro di superficie, posizionata dietro il Borgo delle Grazie, vicino a Porta Vercellina. L’artista si affezionò tantissimo a quel piccolo appezzamento agricolo, del quale si occupò sempre nonostante le traversie alle quali andò incontro: il terreno infatti gli fu confiscato dai Francesi dopo che ebbero sconfitto in guerra Ludovico il Moro, ma poi riuscì a rientrarne in possesso.

La Vigna di Leonardo oggi

Nei secoli successivi si perse gradualmente il ricordo di questo vigneto dal proprietario così prestigioso, finché nel 1919 cominciò la ristrutturazione dell’odierna Casa degli Atellani, un edificio il cui nucleo originario era composto da due case donate da Ludovico il Moro a un suo scudiero (il cui casato era appunto quello degli Atellani). Grazie allo studio di documenti storici avvenuto nel periodo dei lavori, un architetto esperto di Leonardo da Vinci riuscì a stabilire che la sua vigna sorgeva proprio in quel luogo, ancora vivente dopo circa 400 anni, e la fotografò. Purtroppo l’antico vigneto finirà bruciato in un incendio vent’anni dopo.

In tempi più recenti sono stati portati avanti studi approfonditi con l’ausilio di strumenti scientifici più avanzati, che hanno riguardato anche il ritrovamento di resti di radici nel giardino della Casa degli Atellani. Con l’esame del DNA si è potuto risalire al loro completo profilo genetico, confermando che apparteneva a viti coltivate proprio all’epoca di Leonardo, e più precisamente a vitigni simili al Malvasia di Candia Aromatica, ceppo autoctono dei Colli Piacentini. Grazie all’aiuto dell’Università di Milano è stato coltivato un certo numero di viti di questa varietà, che in seguito sono state reimpiantate nel giardino della Casa degli Atellani, secondo il disegno originale dei filari.

La rinata Vigna di Leonardo è stata finalmente aperta al pubblico in occasione di Expo 2015: un vero gioiello storico e culturale, da inserire assolutamente nella programmazione di un itinerario di visite a Milano.

Malvasia di Candia Aromatica

 

Visitare la Vigna di Leonardo

La Vigna di Leonardo può essere visitata solo con tour guidati composti al massimo da 25 persone, che in 7 tappe portano ad esplorare la Casa degli Atellani fino ad arrivare al vigneto vero e proprio, situato nei giardini. Durante il giro i partecipanti sono aiutati da un audioguida, disponibile in numerose lingue.

I biglietti si possono acquistare direttamente in loco, ma visti i posti limitati per ogni tour è sempre meglio prenotarli in anticipo, in special modo nei weekend e in alta stagione turistica (attenzione: in questo caso sono previsti i diritti di prevendita, da aggiungere al prezzo d’ingresso). Con una formula cumulativa questa visita può essere abbinata a quella del Cenacolo Vinciano.

 

Post scritto in collaborazione con Azienda Agricola Podere Casale di Vicobarone (PC).

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