Cinque uomini sulla cassa del morto

Nel menù ho inserito una categoria denominata “ogni storia, un viaggio”, riservata a persone che incontro nei miei viaggi e che come me sono vagabondi o semplici persone che usano la loro dote per qualcosa che li rende unici. Chi per volontà, chi per mestiere, chi magari vuole fare un’esperienza diversa, tutti comunque han lasciato qualcosa di particolare.

Mi trovavo al FERRARA BUSKERS FESTIVAL, che già dal nome introduce quale fosse il tema e di chi si trovasse: quella che noi chiamiamo comunemente  Gente di Strada.

Da cantanti a musicisti, trapezzisti e maghi la magia riversata sulla strada era assai alta.

Mentre camminavo mi soffermai a guardare questo buffo gruppo di 5 ragazzi suonare e cantare armonicamente. Decisi di saperne di più e di scoprire perchè, come, da quando avevano iniziato l’avventura da Buskers.

 

Cinque Uomini Sulla Cassa Del Morto

Il numero è chiaro, ma chi sono i componenti?

Francesco Imbriaco, 26 anni

Alberto Corredig 26 anni

Alberto Marinig, 26 anni

Davide Raciti, 25 anni

Leonardo Duriavig, 25 anni

 

 

Tutti studenti che dopo anni di lezioni di musica in quel di Cividale han ben pensato di unirsi e di mettersi nelle vesti di Pirati suonatori. Stevenson Robert sarebbe molto contento sapendo che dal suo celebre libro “l’isola del Tesoro” questi giovani baldi presero spunto per dar vita al loro gruppo.

Da musicisti di locali a ormai il secondo anno per le strade del Festival. Non si definiscono veri e propri Buskers, ma le esperienze sulla strada sono state a dir poco meravigliose– suggerisce Francesco, il portavoce del gruppo.

 

Noi crediamo che la musica, suonata ovunque, sia essa su una strada o su un palco possa essere un lavoro, e non solo un’arte.

 

Pensieri che si consolidano dopo aver avuto modo di conoscere chi sulla strada sta da tempo, anche se ormai sono davvero pochi quelli che riescono a vivere esclusivamente di questo. Forse, mi spiegano, la più grande difficoltà è che vivere di arte e spettacoli sulle strade porta a non avere certezza su quale sarà il guadagno di ogni giorno. Ovviamente tutto dipende da che stile di vita si desidera avere e da quali scelte si fanno nell’investire per costruire qualcosa di solido. Ragione questa che porta i cinque ad affermare che la musica e l’arte possano essere e debbano essere considerate un lavoro a tutti gli effetti.

 

 

 

 

 

 

 

Grazie al Festival i pirati han vissuto la loro esperienza da Buskers che è risultata emozionante sotto qualsiasi punto di vista. Le persone che han conosciuto, il calore che han ricevuto hanno ripagato appieno le fatiche del provarci.

Sono state sopratutto loro, le persone, a dar vicinanza, sostengo ed aiuto. Nelle loro performance la componente emotiva è sempre fondamentale, ricevere tutto questo appoggio da parte del pubblico porta a stabilire un contatto con esso e a quindi “dare il meglio di se stessi”.

 

Non c’è niente di più bello di poter vivere facendo ciò che ami comunicando qualcosa e mettendo tutto te stesso in quello che fai.

Direi che i Cinque Uomini sulla Cassa Del Morto han viaggiato nel mondo della musica confermandomi l’idea che la strada porti e lascia sempre qualcosa dentro di noi.

 

Grazie per questa bella esperienza pirati!

Seguiteli su Cinque Uomini sulla Cassa Del Morto.

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1 comment

  1. 1

    che storia curiosa!! Mi ha rapito il titolo perchè per me pirati e casse da morto fanno pensare alle cacce al tesoro, a viaggi epici!!

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