Ecomusei: il futuro della valorizzazione dei territori in Italia

Quanti almeno una volta hanno strappato un biglietto per un museo?  Quanti in un viaggio alla scoperta di una città si annotano tutti i musei visitabili?

Bene, in vista della prima domenica del mese, in questo post non parliamo di musei nel senso comune ma, degli ecomusei: musei a cielo aperto.

Cosa sono gli Ecomusei?

Gli ecomusei nascono poco dopo la metà del 1900 in Francia come un’istituzione culturale di conservazione, valorizzazione dei valori naturali e sociali rappresentati in un’ambiente naturale determinato e dalla vita della popolazione stessa che vi abita. 

Ma più concretamente?

Gli ecomusei sono il modo in cui una comunità vuole rappresentarsi. Non sono una visita guidata ne tanto meno una serie di oggetti da vedere. 

Il museo si rispecchia dentro un edificio mentre l’ecomuseo è diffuso sul territorio; il comune museo è studiato e programmato con un fine, l’altro è chi vi vive a renderlo tale. 

Come riconoscerli?

Per poter essere definito ecomuseo, quest’ultimo deve rispettare alcune requisiti definiti dall’IRES  (Istituto per le ricerche Sociali ed Economiche). A tal proposito la popolazione si impegna a rispettare il patto firmato e a prendersi cura del territorio. Un accordo scritto stipulato tra le istituzioni (molto spesso Regioni ) e la comunità. 

Gli Ecomusei in Italia

In Italia sono oltre un centinaio gli ecomusei sparsi.  Nel nostro Paese sono principalmente a contesti rurale ma, vi sono anche quelli a contesto metropolitano. Un esempio di quest’ultimo è la città di Torino. 

Ecomuseo urbano o rurale?

Se nell’ecomuseo di tipo rurale sono ovviamente il paesaggio e l’ambiente a connettere gli altri macrosistemi, in un ecomuseo urbano viene “esposta” la Comunità locale, intesa come territorio, edifici e soprattutto sistema antropico. È quindi la stessa comunità locale che in un ecomuseo urbano si espone e che “aggiunge e aggiorna nuovo materiale in un processo continuo”.

Essa risalta i legami tra le persone e spinge gli abitanti stessi a prendersi cura e a “progettare” il territorio su cui l’ecomuseo insiste. L’ecomuseo urbano vuole portare perciò questi principi in città e spesso si occupa di trasformazione urbanistica e sociale, uso degli spazi privati e pubblici.

In Italia il turismo è una delle prime fonti di sostentamento per molti comuni e gli ecomusei sono ad oggi una delle fonti di tutela e salvaguardia dei beni che il nostro Paese possiede.

Detto questo, vorremmo che l’amore per il nostro territorio fosse maggiore e che tutti fossero, nel loro piccolo, complici per amare e far amare l’Italia come avviene per le popolazioni che vivono in ecomusei. 

 


Le immagini presenti in questo post sono state tratte da Google. 

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6 Comments

  1. 1

    Gli ecomusei sono una splendida idea, in altopiano tra Asiago e Lavarone si estende l’Ecomuseo della grande guerra, con molti siti davvero ben tenuti e spiegazioni interessanti. Noi lo stiamo visitando un pezzetto alla volta!

    • 2

      Concordo pienamente. L’eco museo di cui parlo l’ho visitato in parte. Ancora molto da vedere e da scoprire quindi forza tutta e magari ci si becca=)

  2. 3

    Ne ho scoperta una nuova. Mi piace molto questo modo totalmente naturale di valorizzare i territori e devo dire che adesso farò caso maggiormente quando sono in giro, di trovarne uno.

    • 4

      Mi fa molto piacere! IL mio intento è proprio questo: far conoscere e valorizzare i territori e sopratutto far conoscere le nostre bellezze in modo del tutto eco e slow.

  3. 5

    Gli Ecomusei sono una risorsa per il territorio e la comunità. Una valida “alternativa” al classico museo: credo che chiunque venga preso da questa realtà molto diversa dal museo come lo intendiamo. E dato che avremo ancora delle belle giornate, perché non cogliere l’occasione per visitarne uno?

    • 6

      Mi trovi pienamente al tuo fianco nel promuovere queste cose. COme ben dici sono un’ottima alternativa e vale la pena “sfruttarla”.

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